Sarkozy - fuorionda edition
Ancora una volta il presidente francese Nicolas Sarkozy si è affidato alla strategia involontaria – ma lo sarà davvero, involontaria? – e ben poco diplomatica dei fuorionda per dire quello che, nei consessi a due, tre, quattro, ventisette non riesce a dire.

Ancora una volta il presidente francese Nicolas Sarkozy si è affidato alla strategia involontaria – ma lo sarà davvero, involontaria? – e ben poco diplomatica dei fuorionda per dire quello che, nei consessi a due, tre, quattro, ventisette non riesce a dire. La Germania e la sua ortodossia europea stanno facendo pagare all’Europa un prezzo molto alto, ha detto, secondo il Canard Enchaîné, Sarkozy, in un fuorionda in cui spiegava che il problema dell’Europa è la governance e che il declassamento della Francia “fa male”. Prevale, nel pensiero sarkozista, la responsabilità delle agenzie di rating che “istigano la crisi” e che non sono neppure brave con i tempi: “E’ vero, un pochino ce lo potevamo aspettare, ma è un’azione controtempo perché la situazione economica sta migliorando”. Che cosa sia cambiato da quando, qualche tempo fa, l’indomabile Canard aveva sentito il presidente dire: “Se perdiamo la tripla A, sono morto” non si capisce, qualcuno potrebbe definire quel “miglioramento” come un wishful thinking in salsa elettorale. Certo è che Sarkozy denuncia un disagio che smentisce i tanti vertici “di successo” e di “piena sintonia” con la collega Angela Merkel (per non parlare delle risatine fatte assieme, ai danni nostri): l’austerità a tutti costi imposta dalla Germania sta facendo pagare all’Europa un prezzo in termini di depressione che ancora non è quantificabile, ma è sicuramente alto. L’ortodossia e il rigore imposti in termini sempre più duri da Berlino stanno rendendo più difficile la ripartenza e il salvataggio dell’euro, tanto che qualcuno, come potete leggere in prima pagina, inizia a dire: unitevi, europei, contro la Germania, fate in modo che sia lei a dover uscire dall’Europa, non tutti gli altri. Sarkozy, alle prese con un anno elettorale, non soltanto non è riuscito a imporre la sua visione – il peso francese è leggero rispetto a quello tedesco, e ora assomiglia più a quello spagnolo o italiano, con tutto rispetto per la grandeur – ma ha anche finto di essere d’accordo con Merkel, di parlare alla pari con lei, quando di fatto subiva politiche che hanno finito per danneggiare la stessa Francia (la solidarietà europea è un concetto ormai fuori moda: finché non tocca a te, fai il rigoroso, poi liberi tutti).
Il fuorionda è diventato un pilastro della diplomazia francese degli ultimi tempi, tanto che qualcuno inizia a chiedersi se non sia un’altra delle inarrivabili “rupture” del presidente Sarkozy, entrato nell’anno elettorale con sondaggi mesti e prestigio parecchio basso. Forse fa apposta a farsi sentire: almeno può dire che il britannico Cameron è un rompicoglioni come pure l’israeliano Netanyahu, e che Berlusconi è “patetico”. Passa per bullo, ma si sfoga, e ogni tanto dice qualcosa di giusto.
Il fuorionda è diventato un pilastro della diplomazia francese degli ultimi tempi, tanto che qualcuno inizia a chiedersi se non sia un’altra delle inarrivabili “rupture” del presidente Sarkozy, entrato nell’anno elettorale con sondaggi mesti e prestigio parecchio basso. Forse fa apposta a farsi sentire: almeno può dire che il britannico Cameron è un rompicoglioni come pure l’israeliano Netanyahu, e che Berlusconi è “patetico”. Passa per bullo, ma si sfoga, e ogni tanto dice qualcosa di giusto.